Cenni storici della citta di milazzo |
| …..splendida ninfa del mare, milazzo giace in tutta la sua incomparabile bellezza alla base della svettante ed esile penisola il cui promontorio si adorna delle splendide isole eolie…. Celebrata dagli antichi come “ l’aurea chersoneso” per le sue bellezze, il suo clima mite, la ricchezza di vegetazione e la produttivita’ delle sue terre. Miti e poeti la tramandano come la mitica terra degli armenti del dio sole, dimora dell’immane polifemo ed approdo del ramingo ulisse. L’uomo comparve in milazzo intorno al 4500 a.c. E’ un uomo gia’ evoluto, che conosce l’arte del navigare, perche’ giunge a milazzo via mare con imbarcazioni , e con queste si reca nelle isole eolie, dove acquista ossidiana, la riporta a milazzo dove la lavora per confezionare gli utensili necessari.
Nell’eta’ successiva , quella del bronzo,1850 a.c. L’uomo comincio’ a lasciare tracce dlla sua abitazione (capanne) nella zona del castello, mentre seppelli’ i propri morti in due necropoli. In ambedue le necropoli i seppellimenti erano ad inumazione e i corpi venivano riposti in grandi vasi,pythos, i quali poi venivano interrati. Intorno al 1350 a.c. Le zone costiere venivano invase in massa da un popolo che aggredi’ con quasi certezza le inermi popolazioni cavernicole. Questi sono i siculi, i quali secondo i loro riti,bruciavano i propri morti, raccogliendo in vasi i resti incinerati e seppellendo poi le urne sotto terra. Da un sito archeologico ubicato tra la via xx settembre e la piazza roma ,vennero alla luce ben 270 urne cenerarie. I siculi di milazzo mostrano una floridezza ed una ricchezza importanti ii loro commercio e la loro navigazione si spinse fino in grecia, da dove importarono splendidi vasi,ritrovati nella necropoli. Milazzo rimase sicula fino alla fine del vii secolo a.c. E primi del vi , quando le popolazioni greche avanzando da messina invasero milazzo distruggendola e sottomettendo i suoi abitanti, fino a ridurla ad un piccolo fortilizio dipendente da messina. Lo stato di dipendenza da messina duro’ forse fino alla caduta dell’impero romano. A questo periodo si attribuisce la scoperta di ben tre necropoli. Dai reperti rinvenuti non si evincono notizie significative della vita milazzese,unico elemento certo e’ che in eta’ imperiale, la popolazione olte ad abitare la zona del castello e del borgo, si allargo’ nella sottostante zona vaccarella,sede di antico porto. Nel novembre del 1934 e’ stato rinvenuto, al piano terra del convento di san francesco di paola, un pavimento mosaico, attribuito al ii sec. A.c. Recentemente alcune ricerche eseguite nel rione vaccarella hanno riportato alla luce i resti di uno stabilimentodestinato alla salagione del pesce confermando che la citta’, durante l’eta’ imperiale avesse una vitalita’ economica basata sulle attivita’ marinare. Un’altra recente scoperta riguardante questo periodo e’ la chiesetta di santa caterina d’alessandria, ancora oggi aperta al culto. Durante il periodo arabo, milazzo fu’ sede di due cruente battaglie tra bizantini ed arabi, la prima vinta dai bizantini, l’altra dagli arabi che si pensa si siano saldamente stabiliti a milazzo nel 902, valorizzandola e forificandola. Infatti furono essi ad edificare il grandioso mastio col suo grande torrione e le otto torri perimetrali allo scopo di avere valore soltanto militare o difensivo. Tra il 976 e il 1030, al periodo arabo si successero quello normanno- svevo- aragonese. Tutti apportarono modifiche al castello arabo fortificandolo dagli assedi. Queste grandiose opere fortificatorie ebbero collaudo durante l’assedio spagnolo del 1718 perche’ nessun assediante riuscvvi’ a superare la prima linea di difesa. Nel secolo xix milazzo fu’ la sede principale dei combattimenti che si svolsero tra le truppe comandaste da garibaldi e i borboni. L’esito fu’ favorevole ai garibaldini che sottrassero la sicilia ai borboni. Durante la prima guerra mondiale milazzo riconosce primo tra gli eroi il comandante luigi rizzo, due volte medaglia d’oro. Ma nell’ultima guerra, milazzo, fu’ martoriata con bombardamenti aerei e navali risultando ,tra le citta’ siciliane ,con le maggiori percentuali di edifici distrutti. | | | |  |
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